Malvasia aromatica di Candia

Malvasia, un nome tante diverse uve

Esistono in Italia 17 varietà di uve che portano il nome di Malvasia. Già questa potrebbe essere considerata una stranezza e le stranezze fanno nascere domande.

Nel 1248 la Repubblica di Venezia ottenne la licenza esclusiva per il commercio del vino Cretico (i vini provenienti dal Peloponneso, Rodi e Creta) in tutto il Mediterraneo e nell’Europa del Nord. Il punto di raccolta delle uve e di partenza delle navi divenne il porto di Monemvasia. Quando nel 1540 i Turchi occuparono Creta, la Repubblica di Venezia per non perdere questo fiorente mercato favorì l’introduzione in alcune zone dei vari vitigni che, assemblati, davano il Malvasia, specie lungo le rotte navali che portavano alla città di San Marco. E contestualmente la produzione di un vino con la medesima tecnica di vinificazione. Fu così che si incominciò la produzione di Malvasia anche al di fuori della Repubblica di Venezia

Questo quadro spiega perché si sia potuta creare l’odierna confusione per cui in Italia, principale paese produttore di uve Malvasia, sotto lo stesso ombrello semantico possano stare un’uva dal sapore neutro come la Malvasia Lunga o Malvasia del Chianti, un’uva che dà un vino dagli aromi piuttosto erbacei come la Malvasia Istriana, un’uva quasi neutra talora appena lievemente aromatica come la Malvasia del Lazio o Puntinata, un’uva dalle sicure origini greche sì ma risalenti ai coloni di più di 500 anni avanti Cristo come la Malvasia di Lipari, uve rosse aromatiche come la Malvasia di Casorzo e la Malvasia di Schierano, uve rosse dal sapore semplice come le Malvasie di Lecce, di Brindisi e della Basilicata, e soprattutto un’uva come la Malvasia di Candia (sinonimo di Creta) Aromatica, dall’aromaticità esplosiva, imparentabile, come intensità e fragranza, solo a quella del Moscato. Un insieme di vitigni diversi tra loro, che hanno in comune solo il nome e la probabile origine geografica.

Paolo Tegoni, nel suo libro “Malvasia. Un diario mediterraneo” ricollega appunto queste uve all’area geografica e culturale in cui si sono mosse in passato. Il Mediterraneo, visto come congiunzione di terre e di culture, non come confine. E a questa cultura mediterranea noi a Piacenza dobbiamo molto: una delle malvasie si è fermata qui ed è su quest’uva che concentreremo la nostra attenzione: la Malvasia aromatica di Candia.

Malvasia aromatica di Candia

La Malvasia aromatica di Candia, regina dei vitigni piacentini

Siamo stati molto fortunati, qui sui colli piacentini si è fermata la Malvasia aromatica di Candia. Un’uva straordinaria, non solo per la sua decisa aromaticità, ma anche per la ricchezza di sostanze presenti nella sua buccia spessa e dorata che ne garantisce la durabilità e l’evoluzione nel tempo.

Ampio spettro di terpeni (responsabili degli aromi di arancio, cedro, limone, mandarino, rosa; simili ma non uguali agli omologhi presenti nel Moscato), frutta a profusione (pesca, albicocca più o meno matura, frutti tropicali, pompelmo), fiori idem (acacia, fresia, lavanda), note erbacee (le pirazine, presenti specie in alcuni biotipi e in alcuni terreni), salvia, note mielate, suggestioni speziate; minerale e idrocarburi quasi da Riesling, che si possono aggiungere durante l’evoluzione; fichi secchi, albicocca essiccata e canditi, i più spiccati profumi delle versioni passite. Come è ovvio, non tutti questi profumi si possono sentire contemporaneamente in un bicchiere di Malvasia, ma è impressionante la quantità di essi percepibile in molti vini, specie fermi, provenienti da questo vitigno.

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La vinificazione della Malvasia aromatica di Candia

Nel nostro territorio, nel corso del tempo sono stati privilegiati cloni molto produttivi, ma nelle vecchie vigne sono ancora presenti le vecchie varietà dal grappolo medio-piccolo e spargolo, piante dalla produzione più limitata ma capaci di portare a maturazione uve di grande intensità.

Gli acini sono mediamente piccoli rendendo il rapporto buccia/polpa decisamente importante a favore della buccia. Sono davvero pochi i vitigni che possiedono caratteristiche aromatiche anche nella polpa, il Moscato e la Malvasia aromatica di Candia condividono questa caratteristica. Anche per questo anche vini leggeri fatti con Malvasia molto produttiva conservano aromaticità.

Per i nostri vini fatti con le uve a bacca bianca, vogliamo invece complessità e ricchezza non solo aromatica, ma anche struttura e intensità gustativa, per questo scegliamo la concentrazione e una bella presenza delle bucce. E’ nella buccia che si concentrano le sostanze che danno al vino sapore, ma anche permettono un’interessante evoluzione e la durabilità negli anni.

In tutti e tre i nostri vini è presente la Malvasia aromatica di Candia da una piccola percentuale nello Statale 412, una quantità maggiore nel Fatto coi Piedi, per arrivare alla vinificazione in purezza nella nostra riserva Il Tempo dei sogni. Abbiamo scelto la vinificazione in rosso, cioè lasciando le bucce a contatto con il mosto per un tempo più o meno lungo secondo il vino. Questo ci permette di avere vini in cui l’aromaticità si avverte decisamente, ma non prevale sulle altre caratteristiche del vino, a cominciare da un tannino presente, ma gradevolmente maturo, vini da medio e lungo invecchiamento.