Barbera, quella dolce acidità

Barbera di una vecchia vigna di Filarole - Colli piacentini

La barbera e il terroir

La regione che ha reso famosa la barbera è sicuramente il Piemonte, ma la sua presenza caratterizza diversi vini rossi dalle Langhe fino alle nostre colline piacentine. Esistono in Italia 32 cloni registrati di Barbera con caratteristiche differenti e che moltiplicano le differenze andando a interagire con diversi portainnesti. Inoltre nelle vecchie vigne, nate dalla selezione massale delle piante, la variabilità del vitigno è enorme.

I vini ottenuti dalla Barbera sono caratterizzati da una piacevole acità che rende ogni vino, anche il più strutturato, facile da bere. Di territorio in territorio questo vitigno acquista caratteristiche differenti e più sono vecchie le piante, più questa differenziazione si fa profonda. Come diceva Veronelli: “Ogni vitigno è apolide; prende cittadinanza nel momento stesso dell’impianto”. Nel caso della Barbera è immediatamente evidente, è un’uva capace di interpretare il territorio, anzi, il terroir.

Da noi, sulle colline della Val Tidone, la barbera è una delle due uve rosse più presenti, caratteristiche e importanti. E’ un vitigno che amiamo profondamente e che abbiamo voluto valorizzare nei nostri vini.

I vini di Filarole in cui la barbera delle vecchie vigne è il vitigno principale

La barbera nei vini di Filarole

Tra i nostri vini quelli in cui la barbera emerge in modo più significativo sono Rosso Filarole e Giuàn, ma il vitigno entra in diverse percentuali anche negli altri due rossi fatti in uvaggio: Guarda la Luna e Genius Loci.

Non si può dire che i vini di Filarole siano beverini, lavorando con uve di vecchie vigne la struttura è sempre importante: radici che scendono in profondità negli strati di terreno e che raccolgono mineralità e intensità metro dopo metro, produzioni ridotte di uva per ettaro e la complessità data dalla variabilità genetica delle uve cresciute su piante scelte per selezione massale lasciano la propria impronta nei vini.

Nel Rosso Filarole la barbera è l’80% e come da tradizione si accompagna alla croatina, due uve dalle caratteristiche complementari. Essendo noi amanti di quella dolce acidità che caratterizza la barbera abbiamo scelto di enfatizzarla in questo vino andando a raccogliere solo le uve di vigne oltre i 300 metri e fino ai 450 metri d’altitudine. In queste vigne le piante più giovani hanno 60 anni. Nelle annate in cui non facciamo la riserva di barbera (Giuàn) anche le uve della nostra vigna più vecchia, dove le piante raggiungono i 100 anni, vanno nel Rosso Filarole, quindi nelle annate 2020 e 2021.

 

Giuàn - Vino rosso riserva di Filarole

Giuàn è la nostra riserva di barbera della vigna più vecchia. Riserva non significa vino passato in legno, per scelta utilizziamo solo vasche in cemento o vetroresina che non interagiscono con il sapore dei vini lasciando intatta tutta la capacità espressiva delle uve. Per noi le riserve sono vini che vengono fatti solo nelle annate migliori per il risultato che vogliamo ottenere. Giuàn è stato fatto fino ad oggi solo nel 2019 e nel 2022. Un lungo contatto con le bucce ci ha permesso di ottenere un vino decisamente corposo, complesso ed equilibrato sia al naso che in bocca. All’elegante acidità tipica della barbera si accompagnano gradevoli note fruttate che evolvono nel bicchiere sorso dopo sorso. Qualche cliente ci ha rivelato che questo vino è ottimo anche dopo pasto bevuto senza accompagnarlo al cibo come vino da meditazione.

Vecchia pianta di barbera

L’amore per la barbera

Per concludere a proposito del nostro amore per la barbera, riprendiamo le parole scritte alcuni anni fa da Francesco Amodeo.

“Tratto caratterizzante il vino, in ogni luogo e tempo, è l’alto livello di acidità, fattore, questo, essenziale quando si tratta poi di abbinare il vino a piatti tipici della tradizione. La struttura importante e la freschezza viva creano un connubio perfetto con l’untuosità del cibo. Siamo di fronte ad un vitigno estremamente generoso, contadino, versatile. Generoso perché, come la maggioranza dei vitigni autoctoni, possiede una capacità produttiva enorme, cosa a cui bisogna certamente dare un occhio in fase di coltivazione se si vuole produrre un vino di qualità.

Versatile perché permette di dare vita a tante diverse tipologie di vino. Questa versatilità lo rende uno dei migliori vini da usare a tavola, e ciò rappresenta un enorme pregio (non dimentichiamoci mai che il vino è prima di tutto un alimento), ma può anche essere allo stesso tempo un grande vino da degustazione. Infine, contadino perché, quando fatto bene, rispecchia in maniera fedele la cultura contadina del territorio da cui proviene.

Il bello della Barbera è fondamentalente questo: che è un vino “vero”, sincero, da bere senza moderazione. Ma può essere molto di più, ad esempio quando invecchia; si trasforma, si fa seria, quasi come una giovane paesana che si mette l’abito della festa: non può cancellare la sua natura, il suo essere, il suo carattere, ma può vestirsi di un corredo aromatico talmente affascinante che sembra veramente impossibile non innamorarsene all’istante.”