Fare il vino come una volta, in modo semplice: uva e tanta pazienza. Rispettare il carattere e le tradizioni del territorio e le caratteristiche dell’annata senza forzare i tempi di maturazione o ricorrere a correzioni artificiose in cantina.
Vorremmo che ogni annata fosse, per chi beve i nostri vini, una nuova esperienza.
Vini di vigna, piccole quantità e tanta cura.
Lavorare con vecchi vigneti ha un grande valore culturale, ecologico e sociale, ma anche enologico. Inizialmente abbiamo recuperato vigne abbandonate, quindi preso in gestione altri appezzamenti di vigne vecchie in Val Tidone con le uve autoctone piacentine.
Il vino si fa nella vigna, per questo diamo tanta importanza alla scelte dei vigneti in cui coltivare e raccogliere le nostre uve.
Parlando con gli anziani si sentono parole italianizzate dal dialetto, filarole è una di queste: in dialetto piacentino i filaröl sono i filari e le piccole vigne.
Per seguire le nostre filarole abbiamo scelto l’agricoltura biologica, tanto lavoro manuale, il rispetto per queste piante e per il territorio.
Abbiamo scelto di mantenere le vecchie piante di vite, di rimpiazzare le mancanti con materiale delle nostre piante madri.







